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Adolescenti in difficoltà: quando intervenire

Valentina CeliPsicologa · Psicoterapeuta in formazionePubblicato il 5 aprile 2026· Lettura 1 min

Molti genitori si chiedono se quello che sta vivendo il proprio figlio sia "normale" oppure se ci sia qualcosa a cui prestare più attenzione. Capirlo non è sempre facile, anche perché spesso i ragazzi si chiudono proprio nei momenti più difficili.

I segnali che meritano attenzione

Ritiro sociale, rifiuto della scuola, irritabilità costante, calo dell'autostima, cambiamenti nel sonno o nell'alimentazione, ansia prima delle interrogazioni o difficoltà a uscire di casa possono rappresentare segnali a cui prestare attenzione.

Non indicano necessariamente una difficoltà, ma spesso esprimono un carico emotivo che può risultare difficile da gestire in autonomia.

Aspettare o chiedere un confronto?

Molte famiglie tendono ad aspettare per il timore di esagerare. In realtà, un primo colloquio ha proprio la funzione di mettere ordine. Intervenire precocemente può prevenire un peggioramento della situazione.

Il lavoro con le famiglie

Il percorso non riguarda solo l’adolescente: prevede anche momenti di confronto con i genitori, per comprendere insieme come sostenere la situazione e individuare strategie efficaci per il nucleo familiare.

È il momento giusto?

Ho dedicato una pagina specifica al lavoro con adolescenti e genitori a Imperia, con segnali utili, modalità di lavoro e primo colloquio.